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COMUNICATO STAMPA
In relazione all'arresto del sacerdote italiano Marco Dessy avvenuto in Sardegna nelle scorse ore, l'associazione modenese ''ROCK NO WAR! Onlus'' e ''SOLIDANDO Cooperazione e Sviluppo Onlus'' di Cagliari intervengono per precisare alcuni aspetti della vicenda.
L'arresto del sacerdote don Marco Dessy è avvenuto conseguentemente a un esposto fatto da: Rock no War; Solidando; Comune di Correggio (RE); Claudio Ferrari ex sindaco di Correggio.
E' stato proprio attraverso questo esposto alla Procura della Repubblica, nel settembre scorso, che si aperta l'indagine che ha portato all'arresto del religioso.
Alla fine dell'estate scorsa Rock No War, Solidando, il Comune di Correggio e gli altri firmatari dell'esposto sono venuti a conoscenza, sia attraverso testimonianze filmate che poi, in seguito, attraverso l'intervista diretta ad alcune delle persone che negli anni erano stati, loro malgrado, coinvolti nelle attività del sacerdote, di presunti episodi di violenza continuati e reiterati avvenuti ai danni dei piccoli bambini del coro di Chinandega.
Tali dichiarazioni erano assolutamente gravi e molto circostanziate e narravano di un universo del tutto diverso da quello che, per anni, ci era stato narrato dal sacerdote.
Una realtà fatta di violenze e di terrore, tali da esigere una immediata presa di coscienza della improcrastinabilità dell'intervento delle autorità inquirenti.
Trattandosi di condotta compiuta da un cittadino italiano (ancorché in buona parte avvenute all'estero) si è deciso di adire alle autorità giudiziarie del nostro Paese e, nel contempo, essendo egli sacerdote, di provvedere ad inoltrare pari esposto alle autorità religiose delegate alla vigilanza su tali condotte.
Abbiamo quindi dato mandato al nostro legale, l'avvocato Marco Scarpati (che è anche presidente di Ecpat Italia, l'associazione che lotta contro lo sfruttamento sessuale e la pedofilia internazionale), di fare tutti i passi necessari.
In contemporanea con la presentazione, i firmatari dell'esposto hanno anche deciso di bloccare tutti i finanziamenti al progetto gestito da don Marco Dessy in Nicaragua fino al completo chiarimento della situazione.
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