Fame nel mondo.

I suddetti dati sono rilevazioni dal rapporto annuale della F.A.O. statistiche riferite al periodo 2000-2002

Nel nostro mondo, oggi 852 milioni di persone soffrono la fame ( trand in aumento di 18 milioni in piu' rispetto agli anni 90' ). Ogni giorno, la mancanza di cibo e acqua uccide 100.000 persone. Ciò significa che da qualche parte nel mondo, muore un bambino al di sotto dei 10 anni ogni 5 secondi per fame o malattie legate ad essa, mentre nello stesso tempo in occidente vengono sprecate quasi 12 tonnellate di cibo.

Sono queste le cifre spaventose, emanate dall'ONU nel "programma alimentare mondiale". Di queste 852 milioni di persone, 60 milioni saranno destinate a morire di fame, prive di alcun conforto, senza neanche ricevere gli aiuti alimentari di emergenza. Gli altri, invece, sono condannati ad una vita di stenti, scandita dall'incessante ricerca del prossimo pasto. Tra il 95' e il 2004 il numero delle vittime della sottoalimentazione grave e permanente è aumentato di 28 milioni.

Alla nascita di Cristo il mondo era abitato da 250 milioni di persone, oggi siamo oltre sei miliardi. Allo stadio attuale di sviluppo delle forze produttive agricole, il pianeta potrebbe nutrire senza problemi 12 miliardi di esseri umani il doppio della popolazione attuale. Chi muore di fame muore assassinato, questo massacro non obbedisce ad alcuna fatalita'.

Distribuzione della ricchezza oggi nel pianeta:
l'80 % della ricchezza del mondo oggi è in mano al 20 % della popolazione mentre l' 80 % della popolazione gode del 20 % della ricchezza.

L'occidente consumistico è vittima di se stesso, sommerso dai rifiuti con problemi addosso di malattie da sovralimentazione. E' stato calcolato che se il mondo occidentale rinunciasse alla spesa che effettua per l'acquisto di gelati e prodotti cosmetici, si riuscirebbe a appianare il problema della mortalita' infantile nei paesi del terzo mondo. Il nostro consumo danneggia i popoli del sud perchè contribuisce al loro sfruttamento.

La commisione per i diritti umani del Kenia in un rapporto del 2002 rivela: nelle piantagioni di fiori i braccianti guadagnano un salario che basta a malapena a comprare 4 chili di mais.
In Vietnam nelle fabbriche dove si lavora per le multinazionali tessili, delle scarpe e del giocattolo vengo pagati dei salari base di 35 dollari al mese mentre servono 120 dollari per soddisfare i bisogni fondamentali di una famiglia di 3 componenti.
Salvador 1998 fabbrica tessile di 850 donne : 52 ore settimanali 25 dollari al mese. Una lavoratrice deve lavorare 19 settimane per potersi permettere un frigorifero, 17 per una lavatrice, 7 per un letto. Le camicie prodotte nella fabbrica sono vendute a 20 dollari l'una negli Stati Uniti ma all'opera che le ha prodotte vanno solo 20 centesimi.
Ancora in centro america oggi migliaia di persone lottano per ottenere dalle multinazionali delle banane un risarcimento dei danni provocati da un potente vermifugo il DBCP che ha provocato sterilità nei lavoratori e mutazioni genetiche nei neonati. La diarrea fa ogni anno 1 miliardo e 800 vittime, di cui 90% sono bambini.

Il costo di un pozzo da realizzare in africa è di 2.000 €. E cambia la vita di una comunita' di 300 persone. Spesso le donne e i bambini si sobbarcano di decine e decine di chilometri tutti i giorni per rifornirsi di acqua dalle fonti, per cui a loro viene preclusa la scuola o il lavoro.

 
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