Il popolo Malgascio si creò circa 1500-2000 anni fa dalla fusione di più razze Africane ed Asiatiche, dando così origine a 18 tribù che ancor oggi caratterizzano il Madagascar.
L'isola fu ufficialmente scoperta dai Portoghesi il 10 Agosto 1500 da parte di Diego Diaz.
La posizione favorevole rispetto le indie attirò e permise l'insediamento (nel XVII secolo) di pirati francesi, portoghesi, olandesi, americani a altri ancora.
Una figura particolare tra questi pirati che si stabilì su un'isola a Nord-Est nella baia di Antongil fu Avery che si autoproclamò "re del Madagascar".
Nel sud del paese nel 1643 il francese Pronis fondò la colonia di Fort-Dauphin, mentre nella zona centrale il clan dei Merina, che si sviluppò a partire dal secolo XVII, acquisì il controllo sotto il re Andrianampoinimerina (1787-1819) (andria.jgp).
Il successore Radama I espanse ulteriormente i territori dei Merina ed introdusse il cristianesimo ad opera di missionari cattolici e protestanti. Seguì Radama II (1861-1863) che con la sua politica innovatrice che prevedeva la libertà di culto e l'abolizione di vari privilegi sociali disturbò l'aristocrazia Malgascia che gli si rivoltò contro facendolo strangolare. Da questo momento saranno i primi ministri (prima Rainivonihitriony fino al 1864, poi Rainilaiavony fino al 1895) ad avere il potere effettivo.
Nel 1881 il primo ministro Rainilaiarivony emana un "Codice di 305 articoli" che prevede la soppressione della poligamia, emancipazione degli schiavi e creazione dei comuni (Fokon'olona). La Francia era l'unica potenza Europea nel Madagascar e dopo alcuni scontri con il popolo Merina ebbe la meglio ed il 6 Agosto 1896 venne ufficialmente annessa l'isola e dichiarata "Colonia Francese". Il governo coloniale francese creò una amministrazione alla capo del quale ci fu il genrele Joseph Gallieni (gallieni.jpg) fino al 1905.
Il 26 giugno 1960 il Madagascar riuscì ad ottenere l'indipendenza e venne fondata la repubblica presidenziale detta "Repubblica Malgascia" e il presidente eletto fu Philibert Tsiranana del partito socialdemocratico.
Il nuovo presidente rifiutò di aprirsi con le potenze comuniste e soffocò con ferocia le rivolte delle forze di opposizione di estrema sinistra di cui la più importante era il Monima: movimento nazionale per l'indipendenza del Madagascar. Quest'ultimo organizzò una rivolta che nel 1972 portò al declino il primo ministro che dopo qualche tempo dette le dimissioni e il potere passò a il generale Gabriel Ramantsoa capitano delle forze d'armata.
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La communaute' Finanziere Africana si ritirò e con essa partirono dall'isola anche i capitali e le tecnologie francesi. Tutto ciò contribuì al declino economico del Madagascar.
Durante questa confusione e disordine politico viene nominato capo dello stato l'ammiraglio Didier Ratsiraka.
Ratsiraka adottò come credo politico la "Carta Della Rivoluzione Socialista" e rimarrà al governo dal 1975 al 1993.
Il paese e' rinominato "Repubblica Democratica Del Madagascar" ed viene così proclamata la "Seconda Repubblica".
Alla fine degli anni 70 l 'isola interrompe i contatti con la Francia avvicinandosi sempre più ai paesi comunisti.
Nel 1981 il governo si trovò a dover rallentare le riforme a causa della grave crisi economica e applicò delle misure restrittive richieste dal FMI per avere diritto ad un prestito ma questo portò solo un po' di respiro all'economia che subito dopo crollo nuovamente.
Il 19 Agosto 1992 fu approvata una nuova costituzione, il 10 febbraio del 1993 fu eletto il nuovo presidente Albert Zafy e il 16 Giugno 1993 si formo una nuova Assemblea Nazionale. Tutto ciò potò alla nascita della "Terza Repubblica".
Per quattro anni governo Zafy che non riuscì a riportare il paese all'unità e non riuscì fino al 1996 ad approvare i provvedimenti necessari richiesti dal Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale per avere crediti.
Nelle elezioni del 1996, alle quali parteciparono meno della metà dei malgasci fu rieletto Ratsiraka.
L'opposizione a Ratsiraka e' stata rappresentata da Marc Ravalomanana (mravalomanana.jpg ) sindaco di Antananarivo.
Dopo le elezioni del 2001 entrambi rivendicarono la vittoria e nel Febbraio 2002 Mark Ravalomanana si autoproclamato nuovo presidente.
Ratsiraka si trasferì a Tamatave e cercò di contrastare il nuovo presidente con violenti scontri.
In seguito ad un nuovo conteggio, la corte costituzionale, dichiarò Ravalomanana vincitore con il 51,5 % dei voti e il 5 luglio Ratsiraka abbandonò il paese mettendo fine così alla guerra civile che per 6 mesi inginocchiò il paese.
Ravalomanana ha avuto un grande consenso nelle elezione del dicembre del 2002 legittimando così la sua posizione.
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